«È importante, cari ragazzi, che lo sport rimanga un gioco. Solo se rimane un gioco fa bene al corpo e allo spirito. E proprio perché siete sportivi, vi invito non solo a giocare, come già fate, ma anche a mettervi in gioco, nella vita come nello sport. Mettervi in gioco nella ricerca del bene, nella Chiesa e nella società, senza paura, con coraggio ed entusiasmo. Mettervi in gioco con gli altri e con Dio; non accontentarsi di un “pareggio” mediocre, dare il meglio di sé stessi, spendendo la vita per ciò che davvero vale e che dura per sempre»
«Vi auguro anche di sentire il gusto, la bellezza del gioco di squadra, che è molto importante per la vita. No all’individualismo! Appartenere a una società sportiva vuol dire respingere ogni forma di egoismo e di isolamento, è l’occasione per incontrare e stare con gli altri, per aiutarsi a vicenda, per gareggiare nella stima reciproca e crescere nella fraternità»
Papa Francesco al 70° del CSI
«Se ci muoviamo nella vita senza sapere con quale scopo, siamo come coloro che continuano ad allenarsi senza mai giocarsi la vera partita; il senso dell’appartenenza alla comunità cristiana nella quale voi svolgete un compito così prezioso, sta proprio nell’indicare la via da percorrere che dà senso alla vita, questa è la responsabilità che avete: far sì che nessuno viva la giovinezza come una specie di parco giochi, dove ci si diverte senza desiderare il futuro, senza orientare la propria vita. Fate dello sport un punto di bellezza che apre sempre ad un oltre, alla trascendenza»
Monsignor Delpini – Vescovo di Milano – Ottobre 2017
Indice
- Breve sommario
- Un po’ di storia
- Scopo del documento
- La proposta educativa
- Le principali figure educative
- L’oratorio e la Parrocchia: una Comunità Educante
- Gli adulti in campo e a bordo campo
- In oratorio si gioca per vincere? Non solo
- Appendice
Breve sommario
In questo capitolo si sintetizzano i principali contenuti che qualificano la proposta sportiva dalla nostra Associazione, più ampiamente descritti nel presente documento in sezioni dedicate a cui si rimanda per approfondimenti.
Con la nostra proposta educativa vogliamo rispondere a questa domanda fondamentale: cosa significa educare un ragazzo attraverso lo sport nella nostra realtà parrocchiale?
Vogliamo accompagnare i nostri ragazzi alla scoperta del loro posto nel mondo, alla scoperta della loro vocazione, aiutandoli a dare il meglio di sé per diventare grandi con una visione della vita positiva e cristiana.
Con questa presa di coscienza i ragazzi scoprono: la soddisfazione e il gusto del gioco, l’impegno e la fatica, il valore del sacrificio per sé e per la squadra, il rispetto delle regole, la conoscenza di sé, l’amicizia, l’accoglienza dell’altro, il valore di una vittoria ed anche di una sconfitta, la lealtà, l’autostima, e tanto altro.
Crediamo che nessuna regola può educare se applicata asetticamente, nessuna educazione è efficace senza le ragioni adeguate, nessun ragione è attraente senza una testimonianza. Occorrono quindi adulti in grado di mettersi in gioco, di dare continuamente le ragioni del fare sport, aiutandosi a vicenda con umiltà e con la consapevolezza di essere educatori ed educati dall’avventura sportiva.
Le principali figure che incarnano la proposta educativa della nostra Associazione Sportiva sono:
- il Consiglio Direttivo, che fissa le linee guida e cura l’attuazione globale della proposta;
- il Dirigente/Accompagnatore, primo riferimento fondamentale per le famiglie degli atleti di ciascuna squadra;
- l’Allenatore, primo riferimento per i ragazzi di ciascuna squadra;
- i Genitori/Famiglie, a cui la proposta è rivolta per stabilire una “alleanza educativa” entro la quale i ragazzi possano crescere in armonia;
l’Associazione Sportiva è parte dell’’Oratorio e della Comunità Parrocchiale: con essa organizza le proprie attività in comunione di intenti educativi. L’Associazione Sportiva partecipa, insieme a tutta la comunità, a eventi di lavoro e di festa e al cammino di fede proposti durante l’anno coinvolgendo tutti i suoi iscritti.
Di più ancora, la nostra Associazione Sportiva partecipa all’azione educativa di tutta la parrocchia sentendosi parte attiva di una “Comunità Educante”, secondo quanto indicato nella Nota sulla proposta pastorale del triennio 2011-2014 dal Cardinal Angelo Scola, all’epoca Arcivescovo di Milano. Siamo chiamati a formare una trama di rapporti (la comunità, appunto) che stia davanti ai ragazzi come un unico soggetto educativo con una proposta unitaria che venga fatta da ciascuno degli educatori nell’ambito specifico del loro compito: il catechismo, il riposo, lo sport, la scuola…
Adulti in campo e a bordo campo: crediamo che la presenza e il comportamento degli adulti in campo e a bordo campo sia un nodo cruciale di tutta l’azione educativa. Per questo nel documento indichiamo alcune caratteristiche che adulti che seguono lo sport in oratorio sono chiamati a testimoniare:
- La Sportività: il rispetto delle regole, la lealtà verso tutti, un comportamento controllato ed educato pur nell’agonismo, sono aspetti che intendiamo richiedere.
- L’Attenzione ai più giovani: ad un adulto che partecipa a una squadra si richiede di contribuire, nei modi e nei tempi a lui possibili, alla buona riuscita delle attività che la Associazione propone alla comunità giovanile.
- L’Appartenenza alla comunità: ad un adulto in oratorio si richiede come già sottolineato di maturare un’affezione per la comunità e una relazione con le persone che vi abitano..
In oratorio si gioca per vincere? Non solo… Il punto è importante e complesso: “in Oratorio si gioca per vincere, ma non solo”, dove in quel “non solo” c’è spazio per tutte le “partite” da vincere per crescere: la partita dell’accoglienza di sé e dell’altro, la partita di imparare ad aiutarsi perché una squadra esiste solo quando tutti i componenti sanno come aiutarsi, la partita di rispettare avversari, regole, compagni, e anche la partita della fede. Qualche indicazione ulteriore:
- Vincere non è tutto, il senso umano della pratica sportiva è ben più complesso e articolato, non si esaurisce con il conseguimento o meno della vittoria: comprende il valore della sfida intelligente con i propri limiti, il coraggio di sapersi mettere alla prova, l’umiltà di accettare le proprie debolezze, … (L.Grion, Quando vincere non è tutto – Il potenziale educativo dello sport).
- Vincere rispettando le regole: Giocando impariamo il senso della giustizia e il valore dell’onestà. Chi vince a ogni costo non rispettando le regole in realtà non ha vinto, perché è proprio grazie alle regole che si determina il gioco a cui si sta partecipando.
- Impegnarsi non solo per la vittoria: Essere liberi, e questo vale per l’atleta, per l’uomo e per il cittadino, significa riconoscere e rinsaldare i vincoli buoni. Questo è ciò che gustiamo quando cogliamo il valore del “gioco di squadra”: qualcosa in più rispetto alla necessità di attenersi al regolamento. È il sentimento di pienezza che accompagna la sfida condivisa; il piacere di sacrificarsi per un obiettivo comune, pur non essendosi scelti. (L.Grion, Quando vincere non è tutto – Il potenziale educativo dello sport).
Si gioca e ci si impegna perché si sta vivendo insieme una bella avventura, umanamente ricca e importante per la vita, perché c’è una storia che ci lega, che abbiamo costruito insieme. E poi, “anche” per vincere.
Non è facile e non bisogna essere soli in questo: è fondamentale parlarne e condividere con gli altri componenti della Associazione Sportiva esperienze, idee, errori e successi, dubbi e soluzioni trovate, ….
Un po’ di storia
La nostra Associazione Sportiva nasce nell’aprile del 1963 con sede in Viale Suzzani 64 come ‘PratoMilano’ e, modificata una prima volta nel settembre 1970 in ‘Polisportiva Giovanile Salesiana T.N.T’, ha rappresentato l’espressione organizzata nello sport e tempo libero dell’Oratorio Femminile Maria Immacolata della Parrocchia San Dionigi in SS Clemente e Guido.
Nel giugno 2007 in seguito alla riunificazione degli oratori maschile e femminile, già effettiva da diversi anni, al venir meno della presenza delle Suore Salesiane in parrocchia e alla esigenza di avere una unità del settore sportivo dell’oratorio viene decisa la fusione con l’Associazione non legalmente riconosciuta ‘PRATOCENTENARO’ espressione a sua volta dello sport e tempo libero dell’Oratorio Maschile.
Dal giugno 2007 quindi assume la denominazione Associazione Sportiva Dilettantistica T.N.T. – Pratocentenaro.
Nello Statuto, all’Articolo 3 – Finalità e Scopi, viene riportato che:
- Attraverso l’esperienza del gioco e dello sport l’Associazione vuole far vivere momenti di educazione, maturazione e di impegno, in una visione della vita ispirata alla concezione cristiana dell’uomo e della realtà. Essa ha per finalità l’organizzazione, lo sviluppo e la diffusione dell’attività sportiva mediante la gestione di ogni forma di attività agonistica, ricreativa, o di ogni altro tipo di attività motoria.
- L’associazione collabora con l’Oratorio della Parrocchia S. Dionigi in SS. Clemente e Guido e ne condivide gli orientamenti educativi.
Da qui partiamo, ringraziando tutti quelli che hanno dato e stanno dando il loro contributo alla nostra Associazione Sportiva.
Scopo del documento
Nella nostra Parrocchia di San Dionigi lo sport è presente con l’Associazione Sportiva ASD TNT Pratocentenaro.
Ma quale idea di sport proponiamo come Associazione Sportiva? Quali sono i nostri obiettivi educativi e sportivi? Come sono inseriti nelle altre attività che propone la Parrocchia? Dopo molti anni di attività ci è sembrato utile rimotivare la presenza della nostra Associazione Sportiva nella nostra comunità.
Questo documento presenta i principali contenuti educativi che qualificano la proposta sportiva dalla nostra Associazione e identifica le principali figure coinvolte nella sua realizzazione.
La proposta educativa
Subito affrontiamo quello che vuole essere la nostra proposta educativa attraverso lo sport.
Qualsiasi attività che occupa del tempo nella vita di un ragazzo è una realtà da scoprire in cui ci si imbatte e che offre, più o meno coscientemente, dei modelli da seguire ed un’idea di vita. La pratica sportiva è anch’essa un modello che si impone nella vita di un ragazzo.
Innanzitutto crediamo che sia necessario rispondere a questa domanda fondamentale: cosa significa per noi educare un ragazzo attraverso lo sport nella nostra realtà parrocchiale?
Si potrebbe sintetizzare che l’educazione è l’introduzione nella realtà in tutti i suoi fattori, e per farlo occorre avere coscienza di se stessi e degli altri attraverso il cuore e la ragione.
Nella nostra Associazione Sportiva è fondamentalmente l’accompagnamento dei nostri ragazzi alla scoperta del loro posto nel mondo (della loro vocazione diremmo), per farli diventare grandi con una visione della vita positiva e cristiana.
Con questa presa di coscienza scoprono infatti:
- la soddisfazione e il gusto del gioco,
- l’impegno e la fatica,
- il valore del sacrificio per sé e per la squadra (gli altri),
- il rispetto delle regole,
- la conoscenza di sé,
- l’amicizia,
- l’accoglienza dell’altro,
- il valore di una vittoria ed anche di una sconfitta,
- la lealtà,
- l’autostima,
- e tanto altro.
La nostra proposta di attività sportiva dovrà essere tutta incentrata a sviluppare il potenziale umano che lo sport può rappresentare per un ragazzo.
Nessuna regola può educare se applicata asetticamente, nessuna educazione è efficace senza le ragioni adeguate, nessun ragione è attraente senza una testimonianza.
A tutti gli atleti iscritti all’Associazione Sportiva è giusto chiedere:
- la puntualità negli allenamenti e alle partite
- l’impegno e la perseveranza nel gioco
- il rispetto delle regole
- il rispetto degli avversari e dell’arbitro
- l’accettazione della sconfitta
- il far play quando si vince senza umiliare gli avversari
- l’accoglienza di tutti
- la partecipazione agli eventi formativi e alla vita della parrocchia
Le principali figure educative
L’esempio vissuto degli adulti e la loro testimonianza rendono una proposta credibile e autorevole.
Occorrono quindi adulti in grado di mettersi in gioco, in grado di dare e ridarsi continuamente le ragioni del fare sport, riprendendosi ed aiutandosi a vicenda con l’umiltà e la consapevolezza che anche loro sono i primi ad essere educati nel proporre l’avventura dello sport.
Le principali figure che interagiscono con la proposta educativa della nostra Associazione Sportiva sono:
- il Consiglio Direttivo,
- il Dirigente/Accompagnatore,
- l’Allenatore,
- i genitori/famiglie,
- l’oratorio/comunità parrocchiale
Occorre ricordare che tutti gli adulti impegnati nelle attività sportive sono dei veri e propri EDUCATORI. L’educazione è un percorso attraverso cui i nostri ragazzi possono trovare dei profili alti di umanità. Lo sport aiuta i ragazzi a realizzarsi scoprendo sempre di più se stessi e gli altri evitando di cadere in pericoli e vizi che rendono la vita infelice.
Il Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione Sportiva, è eletto dall’assemblea dei soci e i componenti del consiglio svolgono l’attività come volontari e a titolo gratuito.
Il Consiglio:
- stabilisce le linee guida del progetto educativo e lo rivede ogni anno se necessario
- fissa i calendari e gli incontri annuali con i dirigenti, allenatori, genitori ed atleti
- nomina gli allenatori e i dirigenti delle varie discipline sportive
- si occupa del funzionamento dell’associazione garantendo le iscrizioni delle squadre ai campionati
- garantisce, di concerto con l’oratorio, che le strutture siano fruibili per le attività sportive
- risolve eventuali conflitti e problemi che emergono durante l’anno
- fissa le quote associative
- verifica l’andamento delle attività sportive
L’Allenatore
L’Allenatore è la persona incaricata dal Consiglio Direttivo per allenare una determinata disciplina sportiva. Svolge la sua attività come volontario e a titolo gratuito, è a conoscenza, persegue e condivide gli stessi obiettivi educativi e tecnico-sportivi della Associazione e della squadra che rappresenta.
Vive con i ragazzi molte ore della settimana, insegna loro a giocare, a stare in campo, dialoga con loro, li coinvolge tutti e valorizza ciascuno.
L’allenatore quindi:
- conosce i ragazzi e la loro realtà
- gestisce e propone allenamenti specifici e metodologie tecniche per gli atleti e la squadra
- comunica in maniera adeguata e rispettosa della persona,
- è credibile cioè testimonia con il suo esempio quello che vuole insegnare e trasmettere agli atleti,
- corregge i ragazzi e li sa ascoltare
Inoltre partecipa attivamente alla vita della comunità promuovendo il progetto educativo dell’Associazione Sportiva.
Dirigente/Accompagnatore
Il Dirigente è la persona incaricata dal Consiglio Direttivo per rappresentare una determinata squadra di una disciplina sportiva. Svolge la sua attività come volontario e a titolo gratuito, è a conoscenza, persegue e condivide gli stessi obiettivi educativi e sportivi della Società e della squadra che rappresenta.
Il Dirigente quindi:
- è il primo riferimento per le famiglie degli atleti
- è il volto ed il rappresentante pubblico della squadra e quindi dell’Associazione Sportiva verso l’esterno;
- accoglie gli avversari, l’arbitro, i genitori, gli atleti
- assume un comportamento responsabile e maturo e di fair play
- verifica che ciascun ragazzo partecipi e sia valorizzato
- si confronta e riporta al Direttore Sportivo dell’Associazione e al Consiglio Direttivo per problemi di varia natura (organizzativa, comportamentale, ecc..)
- informa i genitori e gli atleti sulle iniziative educative che l’Associazione Sportiva propone durante l’anno e partecipa attivamente alla vita della comunità,
- cura tutti gli aspetti organizzativi e di comunicazione affinché gli allenamenti e le partite della squadra si possano svolgere senza problemi.
Le Famiglie
Sono il primo ambito educativo per i nostri ragazzi.
Anche a loro è richiesto un comportamento in linea con la proposta educativa della società.
Sono informati e condividono il progetto educativo dell’Associazione Sportiva I genitori quindi:
- contribuiscono a creare un clima sereno e costruttivo
- evitano offese e comportamenti eccessivi o fuori luogo
- accolgono gli avversari e l’arbitro con stile e fair play
- accettano la sconfitta senza drammatizzare
- sanno vincere con stile senza mortificare gli sconfitti
- incitano i propri ragazzi senza offendere gli avversari o l’arbitro
- accettano le scelte dell’allenatore senza contestarle
- tengono in ordine il materiale sportivo (borse, divise) e lo riconsegnano quando richiesto
- collaborano con la segreteria, rispettando scadenze, fornendo la documentazione richiesta (certificati, foto, ecc)
Il principale riferimento dei genitori e famigliari è il Dirigente/Accompagnatore al quale si riferiscono in prima battuta per tutti le questioni e/o problemi di qualsiasi natura.
L’oratorio e la Parrocchia: una Comunità Educante
L’Associazione Sportiva è parte della più vasta comunità parrocchiale, ha come interlocutori il Parroco e l’Assistente Ecclesiastico dell’Oratorio.
Con essi concorda non solo l’utilizzo delle strutture e delle risorse ma soprattutto organizza le proprie attività in comunione di intenti educativi: calendari, eventi da organizzare e a cui partecipare, verifiche dei problemi di squadre o singoli, etc.
L’Associazione Sportiva partecipa, insieme a tutta la comunità, a eventi di lavoro e di festa e al cammino di fede proposti durante l’anno coinvolgendo tutti i suoi iscritti.
L’Appartenenza alla comunità viene proposta non solo a chi gioca ma anche a chi iscrive il proprio figlio o figlia all’Associazione Sportiva e segue le partite. L’Oratorio è per tutti una “casa da abitare per una gioia da condividere”, e si gioca bene quando si gioca a casa.
Di più ancora, la nostra Associazione Sportiva partecipa all’azione educativa di tutta la parrocchia sentendosi parte attiva di una “Comunità Educante”, secondo quanto indicato nella “Nota sulla proposta pastorale del triennio 2011-2014” dal Cardinal Angelo Scola, all’epoca Arcivescovo di Milano.
Riportiamo nel seguito alcuni stralci significativi del documento citato:
“Dobbiamo riconoscere che le oggettive difficoltà educative sperimentate dipendono in misura rilevante dal contesto di frammentazione in cui viviamo.
Tutti, adulti e ragazzi nella nostra giornata attraversiamo una serie di ambiti che restano tra loro contigui, senza però compenetrarsi.
I nostri ragazzi passano ogni giorno dalla famiglia alla scuola, allo sport, alla musica, all’oratorio, ect, attraversano compartimenti stagni senza potersi ancorare a un filo rosso che unifichi la loro giornata.”
“Educare significa coinvolgere in un rapporto che sappia offrire un criterio vivo per affrontare tutta la realtà.
La Chiesa propone questo criterio unitario e unificante nella persona di Gesù.
La proposta educativa consiste nell’offrire un incontro effettivo con Gesù per imparare a seguirlo, l’incontro con «una persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva (Benedetto XVI)»
“Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio” (proverbio africano ricordato da Papa Francesco nel 2014). Dunque …
“C’è bisogno di una comunità in cui l’incontro con Gesù venga vissuto e praticato effettivamente come principio d’unità dell’io e della realtà».
Occorre creare delle «Comunità Educanti» che assumano lo stesso metodo educativo praticato da Gesù che «Chiamò a sé», affinché «stessero con lui e per mandarli a predicare».
Una comunità viva e consapevole è la condizione perché i ragazzi incontrino personalmente Gesù come «centro affettivo», cioè punto di riferimento stabile per la loro vita.
Siamo chiamati a formare una trama di rapporti (la comunità, appunto) che stia davanti ad essi come un unico soggetto educativo con una proposta unitaria che venga fatta da ciascuno degli educatori nell’ambito specifico del loro compito: il catechismo, il riposo, lo sport,… “ (da ‘La Comunità Educante’, A. Scola)
Gli adulti in campo e a bordo campo
In questo capitolo vogliamo approfondire alcune questioni riguardanti squadre composte da adulti, e più in generale la presenza e il comportamento di adulti a bordo campo, spesso nodo cruciale di tutta l’azione educativa.
Non è difficile trovare progetti in ambito sportivo dedicati a bambini, ragazzi e giovani in crescita. Ma quando si tratta di adulti?
Siamo convinti che tante categorie valide per un ragazzo (dominio di sé, rispetto dell’avversario, crescita psicofisica, costruzione della squadra, ….) debbano trovare una particolare sottolineatura quando l’atleta è un adulto che continua a praticare sport di squadra in oratorio, così come per un adulto che segue le partite dei propri ragazzi, da bordo campo.
Indichiamo alcune caratteristiche che adulti che praticano lo sport in oratorio devono testimoniare:
- La Sportività: il rispetto delle regole, la lealtà verso compagni, avversari e arbitro, un comportamento in campo controllato ed educato pur nell’agonismo, sono tutti aspetti che a un adulto si possono richiedere. Vedere una rissa tra adulti durante una partita, frequenti proteste o litigi, finzioni o provocazioni per ottenere un risultato a tutti costi, non sono atteggiamenti in linea con la proposta educativa della nostra Associazione Sportiva.
- L’Attenzione ai più giovani: ad un adulto che partecipa a una squadra si richiede di contribuire, nei modi e nei tempi possibili e in accordo alle proprie attitudini personali, alla buona riuscita delle attività che la Associazione Sportiva propone alla comunità giovanile. Sarebbe un po’ curioso, ad esempio, non avere allenatori, dirigenti, accompagnatori per seguire una squadra di ragazzi e avere invece risorse abbondanti per formare una squadra di adulti.
- L’Appartenenza alla comunità: se spesso ci si chiede quali ragioni spingono un giovane ventenne a giocare ancora in oratorio, per un adulto ci si aspetta che queste motivazioni siano solide e si basino su un’affezione per la comunità e una relazione con le persone che vi abitano, un’attiva partecipazione alla vita della comunità stessa e una apertura alla proposta cristiana.
Si potrebbe riassumere queste note affermando che il volto pubblico di una squadra di adulti, in campo e nei rapporti con la comunità di appartenenza, rappresenta l’esito positivo o negativo della valenza educativa della pratica sportiva.
Possiamo estendere molte delle caratteristiche sopra elencate anche agli adulti che da bordo campo seguono lo svolgimento delle partite.
La Sportività si può declinare nel rispetto dell’arbitro, dei giocatori avversari e della loro tifoseria: tifare “per” la propria squadra e mai “contro” quella avversaria o l’arbitro può essere una semplice ma efficace regola d’oro per mantenere un clima positivo.
I genitori possono dare un grande aiuto ai ragazzi anche aiutandoli a valutare obiettivamente gli avvenimenti sportivi: errori, sconfitte, vittorie, bravure degli avversari, decisioni di arbitri e allenatori. Si cresce moltissimo semplicemente imparando ad accogliere la realtà.
In oratorio si gioca per vincere? Non solo….
Certamente il punto è importante e complesso: non si può pensare a una pratica sportiva, dove si fatica per dare il meglio di sé in una competizione, e non cercare di vincere, sarebbe sbagliato non farlo.
E tuttavia occorre approfondire il discorso: un sacerdote diceva che “in Oratorio si gioca per vincere, ma non solo”, dove in quel “non solo” c’è spazio per tutte le “partite” da vincere per crescere, largamente enunciate in questo stesso documento: la partita dell’accoglienza di sé e dell’altro, la partita di armonizzare studio/lavoro e tempo libero, la partita di imparare ad aiutarsi perché una squadra esiste solo quando tutti i componenti sanno come aiutarsi, la partita di rispettare avversari, regole, compagni, dando il meglio di sé per diventare davvero grandi, e, perché no, la partita della fede.
Qualche indicazione ulteriore:
Vincere non è tutto
Affermare che la vittoria non può essere l’unico valore dello sport non significa, (…) sposare la tesi di quanti vedono nell’agonismo la radice di tutti i mali; al contrario, l’agonismo è un ingrediente fondamentale nella pratica sportiva. Quando si gioca, si gioca per vincere (…). I problemi iniziano, però, quando si confonde il fine di un gioco col suo significato per l’uomo. La differenza non è banale. Quando si gioca a calcio, il fine è quello di infilare coi piedi il maggior numero di palloni nella rete avversaria; durante una gara di velocità il fine è quello di tagliare per primi il traguardo. Il senso umano della pratica sportiva, invece, è ben più complesso e articolato, non si esaurisce con il conseguimento o meno della vittoria: comprende il valore della sfida intelligente con i propri limiti, il coraggio di sapersi mettere alla prova, l’umiltà di accettare le proprie debolezze, la solidarietà con i compagni di squadra, la lealtà con gli avversari. Tutto questo, e non solo, descrive il senso propriamente umano (e umanizzante) dell’attività sportiva. (L.Grion, Quando vincere non è tutto – Il potenziale educativo dello sport)
A ciascuno la sua vittoria
Un allenatore di basket in un workshop suggeriva di dare a ciascun atleta un proprio obiettivo, oltre a quelli ovvi del gioco nella squadra: qualcuno avrà un gesto tecnico da migliorare, ma qualcun altro avrà un atteggiamento, un’attenzione particolare da sviluppare, un lato del proprio carattere da riconoscere e superare. Nelle pieghe di una partita, oltre al risultato, si possono giocare tante altre partite in cui ciascuno, anche mister e dirigenti, possono crescere.
Anni fa un giovane bravo nel gioco disse: “mister, non convocatemi per la prossima partita, so che l’avversario è forte, se vengo mi fate giocare e quel compagno che quest’anno ha giocato poco rimarrà ancora in panchina …. fate giocare lui”.
Non si ricorda il risultato di quella partita, ma quel giovane ha di sicuro vinto.
Vincere rispettando le regole
Giocando impariamo il senso della giustizia e il valore dell’onestà. Fair play – gioco corretto, gioco leale – chi vince a ogni costo non rispettando le regole in realtà non ha vinto, perché è proprio grazie alle regole che si determina il gioco a cui si sta partecipando. Vincere senza rispettare la regola che costituisce lo sport che si sta praticando porta fuori dalla competizione stessa.
Impegnarsi non solo per la vittoria
Rispettare le regole significa anche capirne il senso: Le (buone) regole sono infatti un veicolo di libertà, perché ci mettono nelle condizioni di conseguire ciò che più amiamo. Essere liberi, e questo vale per l’atleta, per l’uomo e per il cittadino, non significa sciogliere i legami che ci stringono agli altri, ma riconoscere e rinsaldare i vincoli buoni. Questo è ciò che gustiamo quando cogliamo il valore del “gioco di squadra”: qualcosa in più rispetto alla necessità di attenersi al regolamento. È il sentimento di pienezza che accompagna la sfida condivisa; il piacere di sacrificarsi per un obiettivo comune, pur non essendosi scelti (perché il più delle volte non si scelgono i propri compagni). Anche nella vita, in fondo, accade questo. Succede in famiglia, dove non si scelgono i parenti, nelle molte comunità di cui si fa parte, laddove ciò che unisce è il progetto comune per cui si lavora assieme. (L.Grion, Quando vincere non è tutto – Il potenziale educativo dello sport)
Si gioca e ci si impegna perché si sta vivendo insieme una bella avventura, umanamente ricca, perché c’è una storia che ci lega, che abbiamo costruito insieme. Ci si impegna perché si sta facendo un cammino comune importante per la vita. E poi, “anche” per vincere.
Non è facile e non bisogna essere soli in questo: è fondamentale parlarne e condividere con gli altri componenti della Associazione Sportiva esperienze, idee, errori e successi, domande e soluzioni trovate, ….
Tutto ciò viene proposto non per escludere alcuno o per imporre “dazi” di qualsiasi tipo, ma solo per una necessaria chiarezza, assunzione di responsabilità e condivisione di obiettivi. Poi il cammino di ciascuno sarà sicuramente avvolto dalla misericordia del Padre e accompagnato dall’amicizia di tanti.
Appendice
Come “dare vita” al progetto educativo? Spunti di riflessione
Questa è una delle domande fondamentali di tutto il documento: come questo progetto educativo può diventare vita per la nostra Associazione Sportiva?
Non ci interessa fare un libretto che dopo poco tempo entra nella bacheca delle coppe e viene dimenticato. E neppure entrare in qualche statistica della Curia o del CSI o PGS che sia tra le Associazioni virtuose che hanno un progetto educativo.
Come far sì che nel concreto la questione educativa non venga dimenticata di fronte all’incalzare delle attività?
Serve il contributo e la riflessione di tutti per dare delle regole affinché la questione educativa ritmi il lavoro, guidi i nostri passi, illumini i molti impegni che la Associazione Sportiva richiede e che rischiano di soffocarci.
Di seguito solo alcuni spunti:
- Partecipare alla vita della comunità aiutandoci tutti nel coinvolgimento;
- Programmazione già a giugno/luglio, di incontri di squadra con genitori, per l’anno successivo. Organizzare incontri di formazione dedicati a Allenatori e Dirigenti;
- Proporre incontri periodici tra ogni squadra e l’Assistente Ecclesiastico;
- Usare anche questo documento come strumento di verifica di “come è andato l’anno”;
- Inserire una verifica del cammino educativo negli Ordini del giorno delle riunioni del Consiglio Direttivo, ed anche nelle verifiche interne di ciascuna squadra;
- Organizzare una iniziativa “profetica” all’anno: Coinvolgimento di diversamente abili, oppure Senzatetto… altro… Non facciamo giocare solo chi gioca sempre!
- Il CSI proponeva di dedicare un allenamento ogni tanto o comunque un momento di squadra per una iniziativa caritativa o sociale: visita ai carcerati, raccolta alimentare, visita ai poveri della parrocchia….
Vademecum del Dirigente/Accompagnatore
Dirigente/Accompagnatore: è la persona incaricata dal Consiglio Direttivo per rappresentare una determinata squadra di calcio, basket o pallavolo. Svolge la sua attività come volontario e a titolo gratuito.
Il Dirigente è a conoscenza, persegue e condivide gli stessi obiettivi educativi e sportivi della Società e della squadra che rappresenta
Si relaziona con:
- le famiglie degli atleti
- gli atleti della propria squadra
- l’allenatore
- l’arbitro e le squadre avversarie
- l’Associazione Sportiva (segreteria, Consiglio Direttivo)
- CSI /PGS
Riporta al Consiglio Direttivo/o suo delegato (Direttore Sportivo indicato) relativamente a problemi e/o questioni importanti di natura disciplinare/comportamentale, organizzativa, tecnica, economica; informa i genitori, allenatori, atleti sulle iniziative educative e sportive di interesse per la squadra e sul calendario delle partite e degli allenamenti.
Il Dirigente presidia:
- l’allenamento (se compatibile con il lavoro)
- lo spogliatoio (verificando la pulizia e recuperando gli oggetti dimenticati)
- le partite della propria squadra
Verifica che il clima sia sereno, che tutti gli atleti siano partecipi, accolti e non discriminati, evita eccessi, proteste, accoglie gli avversari e l’arbitro, accetta per primo le sconfitte e le decisioni anche avverse, evita contrasti e/o discussioni soprattutto davanti agli atleti e ai genitori. Non prende iniziative che vanno in contrasto con la proposta educativa della Società.
In particolare il Dirigente:
- verifica e collabora con la segreteria affinché tutti gli atleti siano tesserati ed idonei all’attività sportiva (certificato medico valido, documenti, scadenze, pre-iscrizioni, ecc)
- prepara la distinta di gioco secondo quanto richiesto dal CSI / PGS
- crea una chat WhatsApp per le comunicazioni con i genitori / atleti
- è membro di una o più chat WhatsApp per le comunicazioni tra allenatori/dirigenti / società sportiva
- conosce il regolamento del CSI/ PGS e sa leggere i comunicati ufficiali (squalifiche/sanzioni) ed effettuare spostamenti / rinvii delle partite
- prepara il campo di gioco con l’allenatore e/o i genitori se necessario
- accoglie arbitro e squadra avversaria mostrando loro gli spogliatoi (puliti e in ordine)
- conserva / consegna all’arbitro i cartellini dei giocatori per la partita
- si preoccupa della consegna/ritiro delle divise estive ed invernali agli atleti
- si preoccupa della borsa medica, dei palloni da trasferta e di quanto occorrente per giocare
- informa i genitori/atleti su orari di ritrovo e calendario delle partite (tramite WhatsApp)
- informa il responsabile tecnico della società dell’andamento della gara (tramite WhatsApp)
- si preoccupa dei problemi di trasporto per le trasferte degli atleti con genitori/allenatore
- organizza amichevoli e/o partecipazioni a Tornei di concerto con l’allenatore e la Società
- partecipa alle riunioni /iniziative educative e/o sportive segnalate dall’Associazione
- informa i genitori/atleti delle iniziative educative della società (tramite WhatsApp)
- tiene rapporti con il magazzino per ritiro/riconsegna materiale sportivo (borsa, divise, chiavi, ecc)
Vademecum dell’Allenatore
L’Allenatore: è la persona incaricata dal Consiglio Direttivo per allenare una determinata squadra di calcio, basket o pallavolo. Svolge la sua attività come volontario e a titolo gratuito.
L’allenatore è a conoscenza, persegue e condivide gli stessi obiettivi educativi e tecnico-sportivi della Associazione e della squadra che rappresenta
Si relaziona con:
- gli atleti della propria squadra
- il dirigente /accompagnatore
- l’arbitro
- le squadre avversarie
- l’Associazione Sportiva (Segreteria, Direttore Tecnico)
Riporta al Direttore Tecnico dell’Associazione sportiva relativamente a problemi e/o questioni principalmente di natura tecnica e organizzativa; informa il Dirigente della squadra su problemi di natura disciplinare o organizzativa; è invitato a partecipare alle iniziative educative e tecnico-sportive di interesse per la squadra ed agli aggiornamenti tecnici proposti.
L’Allenatore presidia:
- l’allenamento
- lo spogliatoio (verificando la pulizia e recuperando gli oggetti dimenticati)
- le partite della propria squadra
Svolge gli allenamenti in un clima sereno, accogliente e senza discriminazioni di nessun genere.
Fa in modo che tutti gli atleti possano esprimere le loro potenzialità sentendosi parte di una squadra.
Evita eccessi, proteste, accoglie assieme al Dirigente, gli avversari e l’arbitro, accetta per primo le sconfitte e le decisioni anche avverse, evita contrasti e/o discussioni soprattutto davanti agli atleti e ai genitori. Non prende iniziative che vanno in contrasto con la proposta educativa e tecnica della Associazione.
In particolare l’Allenatore:
- conosce il regolamento del CSI/ PGS e sa leggere i comunicati ufficiali (squalifiche/sanzioni)
- conosce e persegue gli obiettivi tecnici della squadra comunicati dal Direttore Sportivo
- informa i propri atleti degli obiettivi educativi e tecnico-sportivi della squadra
- comunica al Dirigente della squadra gli atleti convocati per le partite e l’orario di ritrovo e di svolgimento delle partite
- è membro di una o più chat di WhatsApp per le comunicazioni tra allenatori/dirigenti / associazione sportiva
- non polemizza e discute con i genitori ma li rimanda al Dirigente/Accompagnatore
- si preoccupa che a fine allenamento tutte le attrezzature (palloni, reti, ecc) siano riposti in ordine
- si preoccupa che tutti gli atleti minorenni, finito l’allenamento, siano affidati ai genitori/adulti di riferimento
- prepara il campo di gioco con il dirigente e/o i genitori se necessario
- con il dirigente accoglie arbitro e squadra avversaria mostrando loro gli spogliatoi (puliti e in ordine)
- informa il Dirigente su eventuali indisponibilità e/o necessità di rinvii
- si preoccupa dei problemi di trasporto per le trasferte degli atleti con il Dirigente e i genitori
- organizza amichevoli e/o partecipazioni a Tornei di concerto con il Dirigente e l’Associazione
- partecipa alle proposte /iniziative educative e/o sportive segnalate dall’Associazione
Consigli utili per i genitori
Anche i genitori degli atleti sono parte importante e fondamentale nel progetto educativo della società sportiva.
Di seguito alcuni utili consigli affinché anche i genitori possano partecipare attivamente e con consapevolezza alle proposte della società sportiva così da facilitare e favorire una completa esperienza dei ragazzi che praticano sport.
I genitori quindi:
- condividono il progetto educativo della Società Sportiva
- sono informati degli obiettivi sportivi ed educativi attraverso riunioni apposite indette dalla Società Sportiva alle quali partecipano
- partecipano alle iniziative proposte dalla Società Sportiva ed alle partite
- collaborano con la segreteria fornendo tutta la documentazione necessaria al tesseramento e alla idoneità sportiva degli atleti (certificati, documenti, ecc..)
- rispettano le date di scadenza comunicate per pre-iscrizoni ed iscrizioni
- riferiscono al dirigente/accompagnatore della squadra segnalando eventuali problemi e/o necessità; il dirigente riferisce alla società
- non entrano in contrasto con allenatori / dirigenti /atleti
- mettono a disposizione, se possibile, auto/mezzi per il trasporto degli atleti alle partite
- utilizzano la chat di WhatsApp solo per comunicare presenza /assenza o altro inerente l’attività della squadra (no a giudizi, offese, discussioni online, ecc)
- tengono in ordine il materiale sportivo dell’atleta (divise, borse, ecc.)
- riconsegnano pulite le divise estive ed invernali al dirigente quando richieste
Inoltre durante le partite e gli allenamenti i genitori:
- contribuiscono a creare un clima sereno e costruttivo
- evitano offese e comportamenti eccessivi o fuori luogo
- accolgono gli avversari e l’arbitro con stile e fair play
- accettano la sconfitta senza drammatizzare
- sanno vincere con stile senza mortificare gli sconfitti
- incitano i propri ragazzi senza offendere gli avversari o l’arbitro
- accettano le scelte dell’allenatore senza contestarle
- si confrontano con il dirigente per qualsiasi necessità inerente l’attività sportiva
APPROVATO DAL Consiglio Direttivo n. 08/17 del 13/07/2017

